Beltà poi che t’assenti

Flyers_23frontReading con musiche dal vivo sul Principe Carlo Gesualdo

Scritto e diretto da Mirko Di Martino
con Antonio Gargiulo, Daniela Ioia, Nello Provenzano

in collaborazione con l’Associazione Musicale internazionale “Euterpe”
Gennaro Minichiello – violino, Sergio De Castris – violoncello

Giovedì 23 ottobre 2014
ore 17.30: prova aperta al pubblico
ore 19.30: primo spettacolo
ore 21.30: secondo spettacolo

Domenica 26 ottobre 2014
ore 12.00: terzo spettacolo

La vita e l’arte di Carlo Gesualdo rimandano l’una all’altra in un affascinante gioco di specchi: è più famoso il grande madrigalista innovatore della musica polifonica o il potente principe assassino della moglie adultera? Le due biografie appartengono alla stessa persona o bisogna separarle come due personalità distanti l’una dall’altra? Basandosi su testi originali del Seicento, lo spettacolo porta in scena i personaggi della tragica vicenda di amore e morte, quando, in una tragica notte del 1590, nel palazzo di famiglia in piazza San Domenico a Napoli, Carlo Gesualdo uccise sua moglie, Maria D’Avalos, e il suo amante, Fabrizio Carafa. Le fantasiose cronache del tempo raccontarono il delitto esagerandone i particolari e alimentando sospetti e calunnie, descrivendo storie di crudeltà e violenza, di follia e vendetta, che poco avevano a che fare con la verità. Il risultato è che ancora oggi, nella memoria collettiva, sopravvivono due Gesualdo: uno è il Don Carlo della realtà, l’erede di uno dei Feudi più ricchi e importanti del Regno di Napoli; l’altro è il misterioso musicista, il genio che ha consumato la sua vita nel rimpianto dell’atroce delitto. Il successo contemporaneo di Gesualdo è dovuto soprattutto a questo lato romantico di musicista folle, ma la vicenda biografica reale non è meno affascinante. Rifugiatosi nell’omonimo borgo irpino, Carlo Gesualdo cercò di trasformare il suo antico castello in un accogliente palazzo rinascimentale, ospitando artisti e musicisti di fama europea, componendo opere di meravigliosa modernità. Eppure, fino alla fine dei suoi giorni, continuò ad essere per tutti il principe folle che aveva ucciso sua moglie.