Dante in cucina


“Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui”, dice Cacciaguida a Dante nel canto XVII del Paradiso profetizzandogli l’esilio. Ma quest’immagine del pane troppo salato non avrebbe avuto senso se Dante non fosse nato a Firenze, la patria del “pane sciocco”, il pane senza sale. Nella Divina Commedia non si parla molto di cibo, almeno non direttamente: ci sono però molti rimandi all’alimentazione, a partire dal peccato della gola punito nell’Inferno e nel Purgatorio. Dante costruisce ritratti famosi come quello di Ciacco, che si rivolta nel fango “per la dannosa colpa de la gola”, o di papa Martino IV, “che purga per digiuno l’anguille di Bolsena e la Vernaccia”. Ma cosa mangiava Dante? Cosa mangiavano i fiorentini del suo tempo?

“Dante in cucina” è un divertente percorso nell’alimentazione medievale attraverso la Divina Commedia, è una narrazione documentata e allo stesso tempo giocosa di cosa volesse dire “mangiare” ai tempi di Dante, con riferimenti alle novelle di Boccaccio, ai testi dei contemporanei, agli insoliti aneddoti raccontati dagli scrittori del tempo. Guidati da due simpatici e strampalati personaggi, scopriremo così che il Parmigiano Reggiano era un prodotto tipico già nel medioevo, che i maccheroni si mangiavano solo col formaggio, che la forchetta l’hanno inventata i fiorentini, che per stare in salute era meglio bere un litro di vino che un bicchiere d’acqua. Scopriremo, soprattutto, che il medioevo non è un ‘epoca così lontana dalla nostra, perchè mangiare significa compiere un atto culturale che affonda le radici nel passato.

E forse, al termine dello spettacolo, potremo farci anche noi la stessa domanda che si faceva Giuseppe Prezzolini negli anni ’50: in Italia, in Europa, nel mondo, “che cos’è la gloria di Dante appresso a quella degli spaghetti?”.


Scritto e diretto da
MIRKO DI MARTINO

Durata: 70 min.