Il cavaliere delle dame

ovvero “Il Misantropo e l’Acquaiuolo” e “Il Cavaliere delle dame”


“Il cavaliere delle dame” porta in scena due atti unici di Eugène Labiche, un autore notissimo in Francia ma poco rappresentato in Italia: “Il Misantropo e l’acquaiuolo” e “Il cavaliere delle dame”. Si tratta di due farse filosfiche, due meccanismi comici dove il divertimento del vaudeville si unisce a una satira dei costumi borghesi, secondo la migliore tradizione del teatro francese.

Il primo atto è dominato dalla figura del protagonista, un uomo che odia il genere umano, convinto che i suoi simili siano tutti falsi e ipocriti. Per il giorno del suo compleanno ha invitato i suoi pochi amici a casa sua per servirgli un buffet di pasticcini andati a male, pronto a sfogare su di loro il suo malumore. Quando conosce per caso un acquaiuolo, si convince di aver finalmente trovato un uomo onesto, uno che dice sempre la verità, e lo prende al suo servizio con il compito di stargli accanto e svelare qualunque bugia, da qualunque parte provenga. Il misantropo scoprirà ben presto che la verità, a grandi dosi, può fare molto male, a lui per primo.

Il secondo atto porta in scena le disavventure di un goffo barone deciso ad aiutare il genere femminile ovunque gli pare che ce ne sia bisogno, anche là dove il suo intervento non sarebbe affatto richiesto. Per lui, aver macchiato di fango con il suo cavallo il vestito di una bella donna che attraversava la strada è una colpa insopportabile, un crimine che richiede un immediato intervento riparatorio. La povera donna finisce vittima degli eccessi filantropici del barone che, nei suoi slanci di solidarietà, si traveste da cameriere e porta il caos nella monotona vita di una comune coppia borghese. Tra lettere compromettenti, cofanetti che appaiono e scompaiono, travestimenti veri e falsi, gli equivoci si accumulano l’uno sull’altro, in una divertentissima corsa che non lascia un attimo di respiro allo spettatore.

Verità e falsità, filantropia e misantropia: grandi temi raccontati con ironia e leggerezza in uno spettacolo classico e originale.

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scritto da
Eugène Labiche

regia di
Mirko Di Martino

con
Orazio Cerino
Melissa Di Genova
Loretta Palo
Antonio Lo Conte
Emilio Polcaro

aiuto regia
Melissa Di Genova

Durata: 90 min.